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La distanza
fra la teoria e la pratica è sempre grande. Se provate a chiedere
ad un insegnante, ad un ragioniere, ad un geometra, quanta parte delle
nozioni teoriche che hanno imparato a scuola essi utilizzano nella loro
attività quotidiana, è molto probabile che vi sentirete
rispondere che almeno i tre quarti di quello che sanno fare lo hanno appreso
direttamente dall'esperienza lavorativa quotidiana, dal contatto vivo
e operativo con l'attività che svolgono.
Lo stesso vale per le nostre conoscenze su Pirandello. A qualcuno la similitudine
può apparire alquanto ardita, ma se paragoniamo quello che abbiamo
imparato a scuola in quel paio di settimane (a voler essere ottimisti)
che l'insegnante ha dedicato al drammaturgo agrigentino, con quello che
abbiamo appreso in un paio d'ore rimanendo a contatto diretto con i suoi
personaggi, proiezione diretta del suo pensiero e del suo personale vissuto,
ma anche proiezione indiretta del costume sociale di un'intera epoca (compresa
fra l'ultimo decennio del diciannovesimo secolo ed il primo ventennio
del successivo), durante lo spettacolo tenutosi la sera dell'11 agosto
al Parco delle Kentie di Riposto, ci accorgiamo che la proporzione resta
invariata. Né la situazione cambia molto per chi, come me, ha ripreso
Pirandello all'università e -innamoratosene- ha continuato a leggere
qualche saggio su di lui.
Una strada diversa ha seguito Anna Pavone che, ai suoi studi scolastici
e universitari, ha aggiunto una vera passione per questo straordinario
autore (Premio Nobel per la letteratura nel 1934), giungendo a sviscerarne,
come pochi studiosi a livello internazionale, le più recondite
note di pensiero e riuscendo, grazie alle tante conoscenze accumulate
e rielaborate, a condurci a "far pratica" di Pirandello.
La Pavone, autrice dello splendido saggio Trame d'adulterio - Il primo
teatro di Pirandello (che ha visto la luce lo scorso marzo, per i tipi
dell'Editore Manni, con un'eccellente prefazione di Alessandro Quasimodo),
ha voluto regalare, ad un folto ed attento pubblico, una serata davvero
indimenticabile, convocando sul palcoscenico i protagonisti di otto commedie,
brillantemente interpretati dalla Compagnia Teatrale Jonica, e facendoli
interagire (su un copione abilmente strutturato ricucendo insieme battute
tratte dalle commedie e indispensabili passaggi integrativi), mentre la
stessa ideatrice di questa singolare messinscena, ne chiariva i ruoli,
offrendo chiavi di lettura che potevano scaturire solo dalla sua profonda
competenza.
Inoltre, trattando del primo Pirandello, si ha la felice opportunità
di non trovarsi di fronte al solito, abusato vocabolario pirandelliano,
quello che ci parla di maschere nude, di forma, di inconsistenza dell'oggettività,
di avvertimento e sentimento del contrario cioè di comicità
e umorismo, anche se di quei concetti che matureranno successivamente
s'avvertono già i felici prodromi.
Anna Pavone, laureata in Lettere moderne, giornalista, saggista, critico
letterario, coordina la comunicazione della Facoltà di Medicina
e, fra i suoi molteplici interessi, annovera varie esperienze nei settori
dell'editoria e della radiofonia e del web content.
Il volume Trame d'adulterio è già stato presentato ufficialmente
in varie città italiane ed ha destato ovunque grande interesse
per la sua originalità e per la validità e novità
dei contenuti. Particolarmente pregevoli i confronti lessicali e semantici
fra novelle e opere teatrali, fra testi in lingua e testi in dialetto,
nonché per la capacità dimostrata dalla giovane Autrice
nel rintracciare i "denominatori comuni" e le sostanziali differenze
fra situazioni omologhe presenti nelle opere oggetto della sua approfondita
analisi.
Pietro
Guarnotta
No comment,
04/09/2007
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