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Da medico a paziente: gli psichiatri e Pirandello

Distendere Pirandello su un tavolo da anatomopatologo o farlo accomodare su un lettino da psicoanalista.
Sezionarlo, scomporlo, analizzarlo, trovare nessi, sensi, parole nascoste.
E poi tentare un abbraccio, lungo, fino a fondersi con personaggi, storie, momenti, dialoghi.
Forse è questo il modo per provare a comprendere Pirandello e i suoi drammi, un modo che unisca razionalità e follia, ironia e dramma, convenzione e scardinamento.
A raccontare questo Pirandello ad un folto pubblico di medici, studenti e appassionati, è stato un incontro che si è tenuto all'Ordine dei Medici di Catania venerdì 9 maggio, in occasione della presentazione del saggio di Anna Pavone "Trame d'adulterio. Il primo teatro di Pirandello", introdotto dal prof. Gaetano Catania, che si è soffermato sull'importanza per i medici di comprendere a fondo l'opera letteraria, spia di conflitti e di intime lotte, luce su un mondo che solo a specialisti nel settore della psichiatria in particolare è concesso di guardare.
Il prof. Vincenzo Rapisarda e il prof. Giuseppe Paradiso, con interventi interessanti e mirati, hanno approfondito proprio questo versante, aprendo via via le porte del mondo interiore di cui Pirandello ha intrecciato le sue opere, soffermandosi molto sulle vicende personali, il retroterra biografico e la malattia mentale della moglie che ha accompagnato lo scrittore agrigentino per tutta la vita, condizionandola fortemente.
Gelosie patologiche, pensieri deliranti, ossessioni e tormenti interiori che hanno inciso anche sulla produzione letteraria di Pirandello, tanto da essere stato definito da Elio Gioanola, uno dei più grandi esperti della sua opera, uno "schizoide sano di mente", citazione ripresa dal prof. Rapisarda.
L'adulterio, quindi, diventa elemento centrale, chiave di volta per comprendere meccanismi psicologici complessi, pur se il drammaturgo - come ha sottolineato il prof. Paradiso - ne stravolge i canoni e mostra gli aspetti paradossali e ironici.
A raccontare la genesi del percorso, la metodologia, a descrivere nodi e snodi cruciali, a sottolineare i cambiamenti di stile e di visione tra le novelle e le commedie, o tra le commedie in dialetto e quelle in lingua, è stata la stessa autrice, che ha analizzato i personaggi per assonanze, alla ricerca del non detto, di ciò che resta nelle pieghe delle pagine, prestando particolare attenzione al senso dei senso dei suicidi e delle sopravvivenze.
La voce dell'attore Eugenio Patanè ha dato vita con intensità alla Donna Uccisa, al Neri, a Ciampa, a traditori e traditi, uniti dalla ricerca o dalla fuga.