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La
radio
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La radio è passione, è sangue, terra, forza. Ma anche bolla di sapone, oasi, vicinanza con il mondo. La radio ha la magia della parola, e la voce si sente più libera e respira meglio se galleggia nell'aria; la radio si sbilancia verso chi ascolta, si nasconde nelle sue tasche, dentro le sue orecchie, non gli chiede di fermarsi per dedicargli interamente la sua attenzione, ma ha bisogno della sua partecipazione, per sopravvivere. La radio
mi veste e mi addormenta. Tutto è iniziato nel 1993. Era un pomeriggio di luglio, di quelli caldi che tolgono energia e voglia di fare. Ho visto scorrere in una emittente televisiva, un rullo con un'inserzione: radio cerca nuove voci. Così, per caso. Ma non per caso ho continuato. Per nove anni ho trasmesso su Radio Eurosicilia International, e sono stati nove anni di esperienza, scuola, passione, interesse, proposte nuove. Adoravo scoprire cose vecchie, prendevo dischi dall'archivio infinito e li ascoltavo, poi mandavo un pezzo. Sentivo il contatto con il cartone del disco, l'odore del vinile, il suo cicaleccio pettegolo con la testina, e le scritte sbiadite erano reperti da ricostruire per comprendere un passato di cui non facevo parte. Il mio programma, il sabato pomeriggio, era tutto quello che oggi una radio non trasmetterebbe mai: passavo brani mai sentiti, musica celtica, canzoni per nulla note dei cantautori, musica minimalista. Mi portavo da casa cd introvabili e interessavo il mio capo con le cose che raccontavo al microfono. Si intitolava A come musica, perché era proprio quello. Facevo speciali, interviste lunghe e sussurrate. Mi ascoltavano i padri delle mie amiche, si incollavano alla radio. Poi, un altro pomeriggio di luglio, la radio chiude. Perché non ce la fa più, perchè la legge chiede requisiti assurdi per una radio di provincia, che però trasmetteva dal 1976, che era la storia della provincia. E il mio capo, che non vuole vivere da fuorilegge come invece fanno altri, vende le frequenze e la maggior parte della sua vita. Così è arrivata Radio Studio Centrale, in cu sono cresciuta e ho capito i meccanismi di una radio commerciale; e poi Radio Crc Targato Italia di Napoli, un'esperienza indimenticabile e straordinaria: non solo per la grande struttura, la regia, la segreteria di redazione... ma soprattutto per l'aria che si respirava lì dentro: di casa. Mi sentivo davvero importante. Il mio programma, Lo scaffale, aveva tanta vita dentro. Interviste a scrittori e musicisti, programmi di approfondimento culturale.... E il contatto dolcissimo con i miei colleghi, con i tecnici, con i capi, con la segretaria... E continuo a far galleggiare la mia voce ogni martedì sera su Radio Catania. |