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Medieval Zone - Jenny Sorrenti

Un viaggio tra arabi, celti, mediterranei, spagnoli e francesi nel crepuscolo dentro l'anima.
L'acqua di roccia scivola tra l'incunearsi delle insenature, lo specchio di luce riflette le mille gradazioni iridescenti della luna, mentre si innalza un canto alla solitudine di una spiaggia deserta.
Un canto di accenti indistinti, una voce di onde e di vento, come i capelli nel grigio dell'autunno, nella luce fioca del crepuscolo, come un eco nelle stanze grandi e vuote di zone d'anima popolate dai fantasmi di ciò che fu e che non ha lasciato che il profumo di altre vite, di altri sogni.
Macerie piene di dignità nella loro immensa solitudine che si riflettono nel sapore di consapevolezza autorevole, che guardano il sole filtrato attraverso una cortina di carezza.
Eterni monumenti innalzati all'amore e alla luna che guardano passare individui dai brevi anni e dai lunghi silenzi, con l'intimità di un canto che si libra dalla forza di un sogno.
Una zona privilegiata in cui confluiscono senza soluzioni lingue, emozioni, colore di capelli, tradizioni e canti diversi e sogni di antiche stelle, e acque in cui sognare per vivere, per essere veri, per sentirsi, trovare le vite perdute, amori condannati e strazianti dolori, gocce di luna e cerchi di incantesimi, e un'unica voce, un unico mare, un unico sentire, un'unica preghiera.
Mille cerchi al poggiarsi leggero di un sasso, mille canti ispirati al poggiare il pensiero a quella zona dell'anima che raccoglie il mondo sommerso.
Canti dal tempo immobile e in continuo mutare, vertigini arabe e sussurri celtici, immagini di chiarore e crepuscoli di età lontane.
Un nome e una voce, un giro di vita leggero come il sentiero che porta alla zona più intima, quella dimenticata, quella che ogni tanto si risveglia solo per il sospiro della voce di Jenny Sorrenti, solo per il sogno fissato dagli occhi di Umberto Telesco.
E non basteranno gli attimi di una vita per comprendere e contemplare e vivere le infinite note di Medieval zone.